Il nostro compito di liberali del XXI secolo è dare a queste nuove sfide delle risposte politiche che favoriscano la libertà individuale e i diritti umani, le società e le economie aperte, la cooperazione globale.

I nostri valori liberali

Noi riaffermiamo il nostro impegno sui principi fissati nel Manifesto dell’Internazionale liberale dell’aprile del 1947:

- la libertà e la responsabilità individuale sono il fondamento di una società civilizzata;

- lo Stato è soltanto lo strumento dei cittadini di cui è al servizio;

- ogni atto dello Stato deve rispettare i principi della responsabilità democratica;

- la libertà costituzionale è basata sui principi della separazione dei poteri,

- la giustizia richiede che in ogni procedimento penale l’imputato abbia diritto ad un rapido processo pubblico, e ad un equo verdetto scevro da qualunque influenza politica;

- il controllo statale dell’economia e i monopoli privati minacciano entrambi la libertà politica;

- diritti e doveri sono inscindibili;

- ogni cittadino condivide una responsabilità morale verso gli altri;

- un mondo pacifico può essere costruito solo sul rispetto di questi principi e sulla cooperazione tra le società democratiche.

Noi riaffermiamo che questi principi sono universalmente validi.

Libertà, responsabilità, tolleranza, giustizia sociale ed uguaglianza delle opportunità: questi sono i valori essenziali del liberalismo, e continuano ad essere i principi sui quali deve essere costruita una società aperta. Questi principi richiedono un attento equilibrio tra società civili fortemente avanzate, governo democratico, liberi mercati e cooperazione internazionale.

Noi crediamo che le condizioni essenziali della libertà individuale comprendano il rispetto della legge, uguali opportunità di raggiungere un’ educazione completa e diversificata, la libertà di parola, di associazione e di accesso all’informazione, uguali diritti e opportunità per uomini e donne, la tolleranza delle diversità, essere inclusi nel contesto sociale, la promozione dell’iniziativa privata e delle occasioni di occupazione.

Noi siamo convinti che la società fondata sul senso civico e sulla democrazia costituzionale rappresentino la base più giusta e stabile per l’ordine politico. Ove per società fondata sul senso civico noi intendiamo una società costituita da cittadini liberi che vivono in un sistema di leggi certe, con diritti individuali garantiti e con i poteri di governo limitati e soggetti al controllo dei cittadini.

Noi siamo convinti che un’economia basata sulle regole del libero mercato conduca alla più efficiente distribuzione di ricchezze e di risorse, e incoraggi l’innovazione e promuova la flessibilità.

Noi siamo convinti che la stretta cooperazione tra le società democratiche attraverso organizzazioni mondiali e regionali, in un sistema di diritto internazionale, di rispetto per i diritti umani, per i diritti delle minoranze nazionali ed etniche e di impegno comune per lo sviluppo economico mondiale, costituisca il fondamento indispensabile per la pace nel mondo e per il progresso economico ed ambientale sostenibile.

Il cammino del liberalismo dal 1947 al 1997

Noi rileviamo con soddisfazione i progressi conseguiti negli ultimi cinquanta anni nel tradurre in pratica i principi liberali in un numero crescente di Paesi:

- il ritorno della libertà e della democrazia in quelli che erano i Paesi comunisti in Europa;

- la diffusione dei governi democratici e il rispetto della legge;

- la fine del colonialismo, con la possibilità di autogoverno per le popolazioni precedentemente assoggettate;

- il ritrarsi dello Stato dal controllo delle economie nazionali, con la diffusa accettazione del principio secondo cui l’economia di mercato crea ricchezza con più efficacia e la distribuisce con più larghezza;

- il passaggio da un’educazione privilegio di una minoranza ad un processo permanente rivolto a un numero sempre più grande di cittadini;

- il rispetto crescente per i diritti umani, sia nell’ambito degli Stati, sia come soggetto di tutela internazionale e - se necessario - di intervento; - una crescente consapevolezza nazionale e internazionale dei diritti delle donne e dei bambini;

- l’estensione alle minoranze sessuali dei criteri di uguaglianza e il riconoscere che omosessualità e lesbismo sono legittime espressioni di inclinazioni personali, - il consolidamento di un’economia aperta, internazionale, nel quadro di un sistema concordato di regolamenti internazionali;

- il rafforzamento del diritto internazionale e delle istituzioni globali e regionali;

- l’aumentata libertà di informazione, di comunicazione e di spostamento, dentro e fuori i confini nazionali;

- l’accettazione del fatto che la condivisione di responsabilità nell’ambito della comunità internazionale comprende l’obbligo di impegnarsi per combattere la povertà nel mondo e per proteggere globalmente l’ambiente.

La sfida per la nostra generazione

Noi ci rendiamo conto che questi considerevoli risultati sono stati da tempo raggiunti solo da una minoranza dell’umanità.

Le sfide che dovremo affrontare nei prossimi cinquanta anni sono di costruire su quanto è stato raggiunto, di diffondere i principi liberali nel mondo, e di imbrigliare le forze del cambiamento perché consolidino lo sviluppo delle società aperte piuttosto che insidiarlo.

Le sfide che dobbiamo fronteggiare comprendono:

1. La sfida di estendere la democrazia

La democrazia liberale è stata finalmente accettata come modello globale di organizzazione politica. tuttavia solo una minoranza di stati si può definire compiutamente democratica. Regimi autoritari, élites militari che usurpano il potere, abusi del potere dello stato per fini settari, elementi criminali che influenzano il governo, individui affamati di potere che sfruttano le speranze e le paure popolari, bloccano ancora il cammino verso la libertà.

Noi sollecitiamo tutti i governi:

- a distinguere, nell’ambito delle relazioni internazionali, tra governi che applicano o non applicano le norme sui diritti umani e la democrazia; - ad abolire la pena di morte in tutto il mondo;

- a rafforzare il rispetto della legge e a promuovere la buona amministrazione nel quadro di strutture compiutamente democratiche;

- a spostare la spesa pubblica dalle spese militari verso gli investimenti a carattere sociale, per le attività di sostegno e per alleviare la povertà;

- a limitare il commercio delle armi, ad ostacolare la vendita di ogni strumento repressivo ai regimi non democratici, e a valorizzare il registro dell’ONU per le armi convenzionali;

- a combattere la corruzione, la criminalità organizzata e il terrorismo;

- a impegnarsi perché i mezzi di comunicazione siano liberi da indebiti controlli o interferenze del governo o di gruppi dominanti;

- a infondere attraverso l’educazione il senso dell’importanza cruciale della tolleranza affinché una società evoluta esista davvero.

2. La sfida della violenza e del governo globale

In un mondo pieno di violenti conflitti, uno dei compiti più impegnativi è trovare mezzi efficaci per evitare la violenza. Un mondo sempre più interdipendente richiede un alto livello di cooperazione internazionale per promuovere un ordine globale stabile, sostenibile e giusto.

Il crimine organizzato transnazionale, le malattie più difficilmente curabili, l’inquinamento ambientale e la minaccia di mutazioni climatiche, rappresentano ulteriori sfide alla cooperazione internazionale. I liberali si impegnano a rafforzare la capacità di governo globale attraverso le Nazioni Unite e la cooperazione regionale.

Noi sollecitiamo tutti i governi a sostenere l’iniziativa di creare un tribunale internazionale penale con giurisdizione sui crimini di guerra. Il nostro obiettivo nel 21° secolo è costruire un ordinamento mondiale saldamente basato sulla certezza del diritto e rafforzato da adeguate istituzioni globali e regionali.

3. La sfida per migliorare l’esercizio della democrazia

Noi riconosciamo che, per rispondere alle attese di società più consapevoli e per proteggersi dalle delusioni verso i governi rappresentativi, le abitudini democratiche devono essere ancor più allargate. I cittadini meritano un miglior accesso all’informazione, più efficaci controlli parlamentari sul potere esecutivo, più ampie possibilità di svolgere un ruolo attivo nella vita pubblica e di criticare i loro governi.

Il principio di sussidiarietà deve essere reso obbligatorio per attribuire il massimo di autonomia alle regioni e alle comunità locali. Decentrare davvero il potere politico, affidandolo alle comunità di autogoverno, resta la strada migliore per dar più potere a ciascun cittadino.

4. Il conflitto tra autogoverno e diritti umani

Autogoverno e, più specificamente, sovranità dello Stato possono trovarsi in conflitto con la libertà individuale e con i diritti umani. I regimi totalitari abusano del principio di sovranità per negare l’intervento in appoggio di coloro cui è negata la libertà.

I liberali insistono sul fatto che la libertà e i diritti umani sono universali e indivisibili e non devono dipendere dall’essere cittadini di un determinato stato o dall’appartenere ad un particolare gruppo etnico o sociale, ad un genere sessuale, ad una religione o a un partito politico. Dalle sanzioni adeguate dovranno essere individuate dalla comunità internazionale contro i governi che rifiutano di osservare i principi di una società internazionale aperta.

5. La sfida della povertà e dell’emarginazione sociale

Povertà, disoccupazione ed emarginazione sociale deteriorano la vita degli uomini, e specialmente delle donne, dei bambini, degli anziani e costituiscono i pericoli maggiori per la società civile.

La povertà genera disperazione e la disperazione genera estremismo, intolleranza ed aggressività. Il problema centrale nel fronteggiare la povertà è come fornire a ciascuno i mezzi per combatterla da sé e per sfuggirle con le proprie forze.

Noi richiediamo una attività politica sociale, capace di creare opportunità di istruzione e di impiego, di aiutare quelli che non possono farcela da soli, e che si basi sul raccordo tra provvedimenti pubblici e privati.

Le istituzioni pubbliche e i sistemi di protezione sociale devono essere quanto più possibile flessibili e amministrati a livello locale, in modo da promuovere la responsabilità individuale e da corrispondere a singole situazioni.

6. La sfida dello stato leggero

La vecchia erronea credenza che è compito del governo organizzare la felicità della gente è in crisi, se non al collasso, in tutto il mondo. Nei paesi più industrializzati, dei sistemi di sicurezza sociale e di redistribuzione esagerati e con obiettivi distorti, minacciano di crollare, e lo stato preventiva di imporre fardelli di debiti sempre crescenti sulle generazioni future. Nei paesi in via di sviluppo, i tentativi di promuovere lo sviluppo esclusivamente o soprattutto attraverso l’azione del governo, sono al limite del fallimento proprio perché sovraccaricano il governo e soffocano l’iniziativa privata, il solo fattore che può produrre uno sviluppo realmente sostenibile. I liberali sanno che la capacità del governo è limitata, che "il grande governo" e la crescita della spesa pubblica sono in sé una seria minaccia per una società libera, e che circoscrivere il campo d’azione del governo e limitarne le spese deve essere considerata una priorità.

7. Il bisogno di un nuovo contratto tra generazioni

Noi riconosciamo un contrasto tra il premere immediato della domanda e dei consumi e gli interessi di lungo termine della comunità e dell’ambiente, dei quali i governi, come amministratori della società, devono tener conto. Noi cerchiamo di definire un nuovo contratto tra generazioni, riconoscendo i benefici che i cittadini e i consumatori di oggi hanno tratto dagli investimenti di ieri e le responsabilità di cui devono farsi carico nel rinnovare l’ambiente naturale, i tesori culturali, le risorse pubbliche e il capitale sociale a vantaggio delle generazioni future. I prezzi dovrebbero includere i sottostanti costi dell’inquinamento e dello sfruttamento delle risorse naturali.

8. La sfida del progresso scientifico e tecnologico

Noi accogliamo con favore le opportunità economiche e sociali offerte dalle nuove tecnologie e dall’innovazione scientifica. Ma riconosciamo anche la necessità di un pubblico esame critico del loro potenziale impatto e abuso e la necessità di regole nazionali e internazionali. Il principio della prevenzione dovrebbe essere il principio guida in tutta l’attività umana. Ciò è vero in modo particolare per la minaccia dei cambiamenti climatici, che l’umanità deve affrontare immediatamente. C’è urgente bisogno di accordi e scadenziari impegnativi per sostanziali riduzioni del consumo di combustibili fossili. Il consumo deve essere mantenuto entro le capacità rigenerative degli ecosistemi. Tutti prodotti chimici, tutte le sostanze frutto di ingegneria genetica, tutti i prodotti industriali, dovrebbero essere sperimentati con cura prima di essere diffusi sul mercato. Noi accogliamo con favore anche la profonda trasformazione nel campo delle comunicazioni, che offre nuove occasioni per incoraggiare la creatività, il decentramento, l’autonomia e l’iniziativa individuale. I liberali insistono sulla molteplicità dei canali di comunicazione che si formano con la competizione nel mercato aperto. L’informazione, le reti di trasmissione e le altre strutture di comunicazione devono essere largamente accessibili ed essere affiancate da sistemi aperti per i settori della produzione, del consumo e delle strutture di interesse pubblico.

9. La sfida di creare mercati aperti

Le società aperte hanno bisogno di mercati aperti. Una società, per essere liberale, aperta e tollerante, richiede un’economia di mercato. Libertà politica e libertà economica sono due facce della stessa medaglia. Con i mercati delle idee e delle innovazioni, con la gara per la ricerca della soluzione migliore, l’economia di mercato innesca un progresso dinamico che attiva la miglior opportunità di una vita indipendente. Con il sottostante principio di proprietà privata e con una struttura legale per prevenire i monopoli, i mercati aperti generano l’iniziativa privata e i mezzi economici per l’assistenza sociale. Regolamenti burocratici delle economie di mercato e protezionismo sono pertanto barriere per nuove opportunità e nuove imprese sia nei paesi in via di sviluppo sia nel mondo industrializzato. Per raggiungere uno sviluppo sostenibile da un punto di vista ecologico e sociale, il criterio impositivo dovrebbe spostarsi dalla tassazione del lavoro alla tassazione del consumo dell’energia e delle materie prime. senza un cambiamento del genere, i problemi dell’ambiente e la disoccupazione continueranno a crescere.

10. La sfida per lo sviluppo in tutto il mondo

I governi corrotti e autoritari, gli stati e le società fragili, la disoccupazione, l’impoverimento, l’analfabetismo e la sovrappopolazione contribuiscono tutti al degrado ambientale, generano flussi di migranti e di rifugiati, e provocano rivolte contro l’ordine sociale e politico. In prospettiva è nell’interesse di lungo termine del mondo progredito incoraggiare il progresso umano e assistere lo sviluppo economico nei paesi poveri; è anche una responsabilità morale. Dato che i mercati aperti globali sono essenziali per promuovere la prosperità, nei paesi ricchi come nei paesi poveri, i liberali dovranno attirare con forza l’attenzione, e farlo al meglio, sulla loro ferma convinzione che il libero commercio, offrendo le migliori opportunità a chi è debole economicamente. è la via più sicura per vincere la povertà nel mondo. Opporsi al protezionismo resta perciò un cardine dell’impegno liberale. All’alba del 21° secolo, noi, come liberali, ci impegniamo a lavorare insieme per affrontare queste sfide. Noi confermiamo l’impegno liberale di porre la libertà e la dignità di ogni essere umano al centro della nostra azione politica.

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

CONTATTI

Leoni d'Italia

Via Trieste, 8

Santa Maria C.V.,

Caserta

Tel. +39 338 86 05 678

info@leoniditalia.org

segreterianazionale@leoniditalia.org

JoomShaper